Il 5 giugno un elicottero ha calato un sistema Pantsir sul tetto di un grattacielo residenziale di lusso, il Dom v Sokolniki, nel nord-est di Mosca. Un residente ha filmato la manovra. La settimana prima era toccato alla Nordstar Tower, il centro direzionale su 42 piani di un gruppo legato a Rosneft, la principale compagnia petrolifera ed energetica russa. I missili sui tetti dei palazzi sono l’immagine che Vladimir Putin consegna al quarto anno della sua guerra.

Il Pantsir è un sistema di difesa aerea a corto raggio: cannoni automatici e missili per abbattere aerei, elicotteri e droni. Sui tetti moscoviti compare ora una variante anti-drone, il Pantsir-SMD-E, con missili capaci di colpire fino a 20 chilometri, più adatta dei cannoni del modello base per centrare uno sciame di velivoli senza pilota. E gli sciami arrivano: il 17 maggio Mosca ha subìto uno dei maggiori attacchi ucraini dall’inizio del conflitto, e una conversazione intercettata tra militari russi lasciava intendere che gli equipaggi avessero finito i missili pronti. Che non sia uno spavento limitato alla capitale lo dice San Pietroburgo. Per la prima volta nella storia della città, ieri mattina il governatore Aleksandr Beglov ha ordinato ai cittadini di restare in casa: attacco di droni su larga scala, tre feriti, trasporti pubblici sospesi, internet mobile a singhiozzo. Nell’ultimo giorno del più importante forum sugli investimenti in Russia, l’Ucraina ha lanciato centinaia di attacchi contro obiettivi in tutto il Paese, fino alle basi navali di Kronstadt a oltre mille chilometri dal confine: le autorità hanno dichiarato di aver abbattuto 141 velivoli sulla regione di Leningrado, 376 in tutta la Russia.