Non si conoscono ancora i nomi, ma filtrano i numeri, i ruoli e i tempi. Da quel che risulta alla Gazzetta, nei giorni scorsi, il consiglio d’amministrazione dell’ex Amiu ha dato il via libera a due gruppi di lavoro composti da professionisti esterni all’azienda d’igiene urbana. L’unico elemento che trapela riguarda il fatto che gli esperti in questione sono tutti originari di Taranto.
Il primo gruppo, composto da un avvocato e da due commercialisti, si occuperà di redigere il Piano di risanamento. Che, entro due mesi, verrà consegnato al socio unico (il Comune di Taranto) per le valutazioni e le determinazioni conseguenti.
Il secondo pool, di cui fanno parte un commercialista e un ingegnere (che dovrebbe essere anche docente), invece, avrà il compito di aggiornare il valore di quelli che si chiamano asset industriali, ma che alla fine altro non sono se non gli impianti di proprietà della società interamente controllata dal Municipio (termovalorizzatore, compostaggio oltre all’impianto per la preselezione dei rifiuti differenziati a Pasquinelli).
Il primo gruppo di lavoro, in particolare, avrà il compito di indicare le strade da seguire per portare l’azienda d’igiene urbana fuori dal tunnel. Che potrebbero essere rappresentate, ad esempio, da una composizione negoziata del debito da attivare presentando una domanda alla Camera di commercio e proponendo ai creditori un piano di rientro delle somme non ancora versate; oppure da un concordato in continuità aziendale. O ancora, in linea teorica, da una serie di risparmi che consentirebbero a Kyma Ambiente di ridurre il volume dei debiti a cui magari potrebbe aggiungersi un intervento economico del Comune e, come in qualche settore si spera, persino anche della Regione Puglia.






