La questione dell’ex Amiu tornerà in Consiglio comunale. Ieri pomeriggio le opposizioni hanno perfezionato e depositato le firme necessarie per richiedere al presidente della massima assise cittadina, Gianni Liviano, la convocazione di una riunione monotematica sulla crisi della più grande tra le aziende partecipate del Comune di Taranto. Che, per la cronaca, già aveva affrontato il tema sette mesi fa, a pochi giorni dalla fine del 2025.
L’iniziativa della minoranza, legittima sia da un punto di vista formale che da uno più strettamente politico, da quel che si apprende è stata, di fatto, alimentata dalle recenti dichiarazioni rese alla stampa dall’ormai ex presidente di Kyma Ambiente, Alfredo Spalluto. Che, il giorno prima di lasciare la guida della società per approdare in Consiglio comunale tra i banchi del Pd, aveva annunciato pubblicamente l’avvio dell’iter per risanare l’azienda d’igiene urbana, muovendosi nel solco tracciato dal Codici sulla Crisi d’impresa. In questo modo, del resto, Spalluto ha confermato l’anticipazione della Gazzetta dello scorso aprile.
«È urgente un confronto democratico, trasparente e collegiale - scrivono nella richiesta i consiglieri comunali di centrodestra, Pri e M5s - alla presenza del sindaco, dell’assessore alle Partecipate e del management aziendale di Kyma Ambiente, per individuare le soluzioni idonee a scongiurare il default della società e a garantire il rilancio del servizio». Per le opposizioni, infatti, i riflessi della crisi societaria «sono già tristemente visibili sul territorio in termini di carenza di investimenti, difficoltà nella manutenzione dei mezzi e riduzione degli standard del servizio di raccolta e spazzamento di rifiuti urbani, con conseguente danno di immagine e disagi per la cittadinanza».






