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La contestazione di comitati civici e ambientalisti che ha portato il sindaco di Taranto Piero Bitetti a dimettersi è arrivata al termine di un incontro organizzato dallo stesso sindaco per discutere dell’accordo di programma dell’ex ILVA, il più grande impianto siderurgico d’Europa tra quelli ancora alimentati a carbone. L’accordo di programma, che deve essere firmato dal governo, dalla regione, dal comune e dai sindacati, è un documento essenziale per stabilire i tempi della decarbonizzazione, cioè il passaggio per l’impianto a un sistema di produzione meno inquinante rispetto agli attuali altoforni alimentati a carbone. Da mesi i comitati contestano gli scenari proposti dalle istituzioni, giudicate poco attente alla salute degli abitanti.

L’incontro era stato previsto in vista del consiglio comunale in programma mercoledì e dell’incontro col governo fissato per giovedì, che a meno di un ripensamento improvviso del sindaco dovrebbero essere rimandati. Il consiglio comunale avrebbe dovuto discutere e approvare la bozza dell’accordo di programma da firmare poi giovedì al ministero.

L’accordo di programma, insieme all’autorizzazione integrata ambientale (AIA) è un documento importante per la vendita dell’acciaieria. L’ex ILVA è da più di un anno in amministrazione controllata, dopo la fallimentare gestione del gruppo franco-indiano ArcelorMittal, a sua volta preceduta da altri commissari pubblici e prima ancora dal gruppo Riva, che la acquisì negli anni Novanta quando era uno stabilimento pubblico, l’Italsider. Ora il governo vorrebbe venderla e trovare un modo per risolvere una volta per tutte gli annosi problemi ambientali e occupazionali legati all’impianto. Per farlo, però, deve dare prospettive ai possibili acquirenti.