Andria, Barletta, Bisceglie, Canosa di Puglia, Corato, Molfetta, Ruvo di Puglia, Terlizzi e Trani: sono i nove comuni che compongono il perimetro dell’ex consorzio Ato Bari 1, l’ambito territoriale ottimale per la gestione dei rifiuti oggi in liquidazione, che deve ancora restituire ad Amiu circa 10 milioni di euro per il conferimento di rifiuti in discarica parzialmente pagato.

È questa la notizia più rilevante che emerge dalla relazione di fine 2025 firmata dall’amministratore unico della società, un documento che racconta di un esercizio chiuso con un utile di 70.000 euro e una raccolta differenziata stabilmente sopra il 75%, ma gravato da dossier aperti, contenziosi pendenti e partite ancora da definire.

Il nodo più delicato, al di là della vicenda della discarica di Puro Vecchio che costituisce un capitolo a sé, riguarda gli accantonamenti effettuati dall’ex consorzio Ato Bari 1, oggi in liquidazione. Quando la discarica fu chiusa nel 2014 per la grave emergenza legata alla dispersione di percolato in falda, e quando il sindaco Amedeo Bottaro emanò nel 2016 l’ordinanza di chiusura formale dei tre lotti ordinando ad Amiu di intraprendere con urgenza tutte le attività di messa in sicurezza, fu necessario attingere al fondo destinato alla gestione post-chiusura. Svariati milioni di euro furono prelevati in via emergenziale e da allora devono tornare in quel fondo.