Dal ricondizionamento degli organi alle storie di cura e rinascita: a Health focus sull’innovazione che riduce i tempi di attesa e, nella seconda parte, spazio alla missione di Fondazione Libellule, impegnata nella prevenzione dei tumori femminili e nel sostegno alle donne più fragili

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Il trapianto rappresenta, per migliaia di pazienti, l’unica possibilità di sopravvivenza. Per decenni, però, il limite più grande è stato uno solo: la scarsità di organi disponibili. Oggi quel confine si sta spostando. Grazie a tecniche sempre più avanzate di valutazione, perfusione e ricondizionamento, organi che fino a poco tempo fa venivano considerati non idonei possono essere recuperati, trattati e resi nuovamente trapiantabili, in totale sicurezza.

È una vera rivoluzione silenziosa che sta cambiando il volto della medicina dei trapianti. Non si tratta solo di conservare meglio un organo, ma di mantenerlo vitale fuori dal corpo, osservarne il funzionamento, curarlo e migliorarne le condizioni prima dell’intervento chirurgico. Un passaggio che allarga concretamente le liste di disponibilità e riduce i tempi di attesa. Come ha spiegato nel corso della puntata di Health Massimo Cardillo, Direttore del Centro Regionale Trapianti della Lombardia e Direttore del NITp – North Italian Transplant: “Oggi non ci limitiamo più a valutare un organo solo su parametri statici. Possiamo seguirne il comportamento in tempo reale, verificarne la qualità e prendere decisioni ancora più sicure e trasparenti”.