In un epoca di instabilità e crisi umanitarie anche la geopolitica influenza il destino dei pazienti che sono in attesa di un trapianto. Trapianti: fegato, cuore, polmoni, reni, certo. Combinati e non, noto anche questo. Ma si tende a sottovalutare un’altra tipologia di interventi, come minimo se ne parla meno, che fanno la differenza. Accomunati dagli organi per complessità e delicatezza, anche questi trapianti dipendono da una filiera sofisticata, spesso influenzata dalla situazione geopolitica internazionale. Città della Salute: 1500 trapianti Siamo alla Città della Salute e della Scienza di Torino, che la Regione intende candidare a Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) nell’ambito della trapiantologia (la branca della medicina che si occupa di trapianti, ndr). Nei due Centri clinici di trapianto di midollo che dipendono dai reparti di Ematologia ospedaliera e universitaria (diretti rispettivamente dal dottor Freilone e dal professo Bruno) e che fanno capo al programma trapianti dell'adulto della Città della Salute e della Scienza di Torino di Torino diretto dal dottor Alessandro Busca sono stati eseguiti dal 1990 ad oggi oltre 1500 trapianti. Questi interventi trattano patologie ematologiche maligne (tumori del sangue come la leucemia, ndr) e non maligne (come l’anemia aplastica, ndr), con oltre la metà dei pazienti vivi a cinque anni dal trapianto. Il Centro dell’Ospedale Molinette di Torino è tra i primi 10 in Italia per numero di trapianti effettuati. Il trapianto di cellule staminali (il trasferimento di cellule che producono il sangue da un donatore a un paziente, ndr) è oggi una terapia salvavita per molti pazienti con malattie ematologiche maligne come leucemia mieloide acuta (un tumore del sangue che progredisce rapidamente, ndr), sindromi mielodisplastiche (alterazioni delle cellule del midollo osseo, ndr) e leucemia linfoblastica acuta (un tumore che colpisce i linfociti, cellule del sistema immunitario, ndr). Ogni anno in Italia vengono eseguiti circa 2000 trapianti allogenici (trapianti da un donatore diverso dal paziente, ndr), che può essere un familiare o un volontario iscritto ai Registri internazionali, che contano oltre 40 milioni di iscritti. Solo il 20% ha un donatore familiare compatibile Poiché solo circa il 20% dei pazienti ha un donatore familiare compatibile, la possibilità di trovare un donatore volontario internazionale diventa fondamentale per la maggior parte dei pazienti in attesa di trapianto. Il ruolo del Registro israeliano nei trapianti italiani Il Registro italiano, insieme a quello tedesco e americano, è tra i più attivi nel reclutamento. Anche il Registro israeliano è numeroso, anche grazie all’obbligo di iscrizione alla maggiore età (in Israele è previsto che ogni cittadino si iscriva al registro una volta diventato maggiorenne, ndr). Il prelievo delle cellule staminali avviene al Centro del donatore e viene spedito entro 24-48 ore al centro di cura del paziente tramite corriere specializzato. Attualmente, la Città della Salute sta valutando donatori israeliani per due pazienti torinesi. Criopreservazione per superare le criticità A causa dell’instabilità geopolitica, l’utilizzo di donatori israeliani è possibile solo se le cellule vengono criopreservate (congelate a temperature molto basse per essere conservate in sicurezza, ndr) subito dopo la raccolta. Così si garantisce il trasporto anche in caso di chiusura degli spazi aerei. La nuova frontiera delle Cellule Car-T Dal 2019 è iniziata una nuova attività terapeutica: l’impiego delle cellule Car-T (Chimeric Antigen Receptor T cells) (globuli bianchi del paziente modificati geneticamente per riconoscere e uccidere le cellule tumorali, ndr), una strategia avanzata per linfomi, leucemie linfoblastiche acute e mieloma. Si tratta di linfociti geneticamente modificati che attivano una risposta mirata contro le cellule tumorali. Finora, sono stati trattati circa 70 pazienti, grazie all’impegno della direzione sanitaria delle Molinette, che ha sostenuto il progetto nonostante complessità tecniche e costi elevati. Un nuovo orizzonte terapeutico.