PADOVA - Un intervento complesso come un trapianto di rene eseguito dalle lunghe braccia sottili di un robot, sapientemente guidato dalla specialista, professoressa Lucrezia Furian, che con le mani e i piedi ne ha governato e direzionato i movimenti. L'ÉQUIPE La scorsa notte, infatti, in Azienda Ospedale Università Padova, l'équipe della professoressa Furian, direttrice dell'unità operativa complessa di Chirurgia dei trapianti di rene e pancreas, ha eseguito il primo trapianto di rene con chirurgia robotica. La settimana scorsa lo stesso team aveva raggiunto il bellissimo traguardo dei cento trapianti con "chirurgia open" nei primi cinque mesi dell'anno. «Un doppio successo commenta il direttore generale, dott. Paolo Fortuna, che va condiviso con tutti i professionisti che hanno contribuito ciascuno per il proprio ruolo a raggiungere risultati che sono motivo di orgoglio e fanno bene a Padova, al Veneto e all'intero sistema sanitario». La Chirurgia robotica è una delle più importanti evoluzioni della medicina contemporanea: è il risultato di anni di ricerca, di investimenti tecnologici e di sviluppo di competenze professionali per garantire ai pazienti cure sempre più efficaci, sicure e personalizzate. Per i pazienti significa procedure sempre più precise e meno invasive, per i medici un'evoluzione continua delle pratiche, per il sistema sanitario un investimento concreto sulla qualità delle cure. «Non è soltanto l'introduzione di una nuova tecnologia nelle sale operatorie spiega infatti Fortuna bensì l'espressione di una sanità che guarda al domani, che investe nell'eccellenza, che mette al centro la qualità delle cure consentendo interventi sempre più accurati, riducendo l'invasività chirurgica, favorendo un recupero più rapido e migliorando in molti casi gli esiti clinici».