Il 10 dicembre scorso un paziente all’Ospedale Niguarda di Milano è stato sottoposto a un doppio trapianto robotico: ha ricevuto un rene e un pancreas. Mai prima d’ora, secondo quanto riferisce il team che ha seguito il paziente, era stato eseguito un simile evento in Italia, vale a dire realizzato interamente da un chirurgo robot. Un primato che dimostra la fattibilità dell’intervento e che apre le porte a interventi meno invasivi e con una ridotta degenza per i pazienti.

Doppio trapianto robotico

Il caso di Milano è quello di un paziente di circa 50 anni in lista per un trapianto di pancreas e rene per una grave forma di diabete e per insufficienza renale cronica. "I trapianti di organi solidi sono interventi di alta complessità per diversi motivi: le condizioni di malattia dei riceventi, la complessità di manovre chirurgiche invasive e demolitive, e l’estrema difficoltà delle fasi di impianto e ricostruzione dei nuovi organi, tutte fasi cruciali per il successo del trapianto e per l’efficacia a breve e lungo termine della cura del paziente”, ha raccontato Stefano Di Sandro, direttore Chirurgia Epatica e dei Trapianti di Fegato e Rene di Niguarda e a capo del team che ha eseguito l'intervento. “Per questo abbiamo pensato e deciso di adottare una tecnica robotica in tutte le fasi del trapianto combinato”. Per la prima volta in Italia, dopo tentativi precedenti, prosegue: “Anni fa era stato eseguito un intervento simile a Pisa con un approccio chirurgico 'ibrido', ovvero il robot era stato usato alternandolo a tecniche più tradizionali per alcune fasi dell’intervento, considerate ugualmente efficaci ma maggiormente invasive”.