Con Devozioni, il regista Gianfranco Pannone torna a interrogare il rapporto tra memoria, identità e sacralità. Nato da un'idea dello scrittore Andrea Di Consoli, il film costruisce un viaggio nella Lucania appenninica che è insieme documentario etnografico e riflessione sul presente. Attraverso una galleria di personaggi e luoghi – un convento francescano destinato forse alla chiusura, una poetessa che ha edificato un santuario dopo una visione di Cristo, due fratelli sulle tracce dei luoghi de Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini, un bambino ritenuto miracolato e una studiosa delle antiche melodie popolari – il documentario esplora la persistenza del sacro in un mondo che sembra averne decretato la scomparsa.

L'aspetto più interessante dell'opera emerge dalla sua vicinanza ideale agli studi di Ernesto De Martino. Come nelle sue ricerche sul Meridione, il sacro non appare come una semplice sopravvivenza folkloristica, ma come una pratica culturale che permette alle comunità di preservare la propria presenza nel mondo. Le devozioni popolari, i pellegrinaggi, i canti e i rituali diventano così strumenti attraverso cui individui e paesi resistono al rischio della dissoluzione culturale e sociale.