Il lavoro nero rappresenta una delle principali criticità del mercato del lavoro italiano: Verona e il Veneto non fanno eccezione

Il lavoro nero continua a rappresentare una delle principali criticità del mercato del lavoro italiano e il Veneto non fa eccezione. Secondo un’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre su dati Istat relativi al 2023, nella regione si contano 169.100 occupati irregolari, pari al 7,2% degli occupati complessivi, mentre il valore aggiunto generato dall’economia sommersa raggiunge i 5,2 miliardi di euro.

Pur presentando indicatori inferiori alla media nazionale, dove il tasso di irregolarità è pari al 10%, il Veneto resta tra le regioni maggiormente interessate dal fenomeno in termini assoluti. Nel Nordest gli occupati non regolari sono complessivamente 422.800 e producono oltre 13,7 miliardi di euro di valore aggiunto.

I settori più esposti.

L’indagine evidenzia come il lavoro sommerso non sia più un problema confinato al Mezzogiorno, ma una realtà diffusa anche nelle aree economicamente più sviluppate del Paese. Particolarmente esposti risultano i settori dell’assistenza familiare, dell’agricoltura, della ristorazione e dell’edilizia.