Il vertice a Evian dal 15 al 17 giugno sarà un rompicapo di sicurezza per la vicina Svizzera. Le proteste e lo spettro degli scontri come al G8 del 2003

La Francia di Emmanuel Macron si prepara ad accogliere in pompa magna Donald Trump, Giorgia Meloni e gli altri leader del G7, nel vertice che si aprirà lunedì prossimo a Evian. Ma il conto, in termini logistici e di sicurezza, rischia di pagarlo soprattutto la Svizzera. E così tra i due Paesi transalpini tira aria di gelo. Per capire perché bastano un cenno di geografia e uno di storia. Il vertice dei capi di Stato e di governo del G7 (Usa, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Spagna e Canada, più l’Ue ed eventuali altri inviati) si svolgerà dal 15 al 17 giugno prossimi a Evian-les-Bains. La graziosa località termale di villeggiatura è adagiata sulla sponda francese del Lago Lemano, un centinaio di chilometri a nord del Monte Bianco. Quel lago però la Francia lo condivide con la Svizzera, e si dà il caso che le città più vicine a Evian siano elvetiche: Ginevra a sud-ovest, dove si trova pure l’unico aeroporto internazionale della zona, o Losanna sulla sponda nord. Di fatto quindi le migliaia di partecipanti attesi al vertice – tra delegazioni straniere, giornalisti e attivisti – faranno rotta e/o base in Svizzera, e per le autorità e cittadini elvetici le preoccupazioni connesse sembrano superare di gran lunga l’interesse per l’indotto.