L'intervista a Repubblica: «Spero che l’assassino abbia vissuto male questi
anni, se ha una coscienza. E io non sono abituata ad augurare il male a nessuno. Per il resto non saprei cosa dirgli»
Elisabetta Ligabò, madre di Alberto Stasi, parla oggi a la Repubblica. Viola quel riserbo che ha mantenuto per anni, lei, che in genere è sempre stata riservata. «È quello che continuerò a fare – spiega a Massimo Pisa – Ci vorrebbe più silenzio, questo rumore è una cosa mai vista». Sul nuovo filone di indagine che vede indagato Andrea Sempio commenta: «Sono elementi forti. Sì, a questo punto, certo che ci credo! Spero fin dal 2007. Non potevo accettare quello che stava succedendo ad Alberto. L’ho sempre detto: se solo avessimo avuto, sia io sia mio marito, il minimo sospetto che fosse stato lui, io personalmente lo avrei preso e portato dai carabinieri. Certo, dopo la condanna del 2014 la fiducia nella giustizia è venuta a traballare. Ma questa Procura ha lavorato in modo eccellente».
«La gente mi ferma e mi chiede “la posso abbracciare”?»
A Garlasco non si è mai sentita di troppo. «Ho sempre avuto persone vicino a darmi conforto nei momenti difficili. Ma ho notato questo cambiamento, ho trovato molta solidarietà nelle piccole cose di tutti i giorni, quando esco in paese per le mie commissioni. Incontro persone che mi fermano e mi dicono: la posso abbracciare? Tre giorni fa, sono andata in Comune per il rinnovo della carta d’identità, una persona mai vista mi ha guardato e poi mi ha detto: forza, vedrà che questa volta ce la facciamo. Sono cose che aiutano ad andare avanti».










