VENEZIA - «Sono convinto che troveremo una quadra, nell’interesse dei cittadini. Questa è un’occasione unica, che non possiamo lasciarci sfuggire. E credo che nessuno lo farà, capendo quanto la salute pubblica è importante. Per tutti». Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ieri non ha voluto rilasciare dichiarazioni né prima né dopo l’intervento tenuto dal palco della Casa di The Human Safety Net, alle Procuratie Vecchie, nell’ambito della Festa dell’Innovazione de Il Foglio, scegliendo di commentare il momentaneo semaforo rosso - a causa del mancato appoggio della maggioranza - alla riforma della medicina generale da lui sostenuta, solo nei minuti di intervista previsti davanti al pubblico.
La questione è “calda”, ma il ministro, che si è definito una persona ottimista, ha riferito di essere fiducioso. «Alla fine, su un argomento così importante si troverà la soluzione migliore. Il nostro è un servizio sanitario nazionale di grande qualità, apprezzato più all’estero che in Italia. Un sistema universalistico, che si basa sull’equità delle cure e che guarda soprattutto alle fasce più deboli e fragili. Ma il mondo è cambiato e la Sanità del terzo millennio necessità di novità per andare incontro a ciò che vogliono i cittadini. Di una visone più moderna, che è quella della medicina territoriale, rivalutando la figura del medico di medicina generale».











