Bologna, 7 giugno 2026 – Una riduzione dei posti letto negli ospedali e nelle strutture che fanno capo all’Ausl di Bologna che, sulla carta è già iniziata, visto che il piano per fare in modo che il personale sanitario possa effettuare le ferie, è partito il primo di giugno e andrà avanti fino al 30 settembre, con una differenza rispetto allo scorso anno: in alcuni ospedali il periodo di riduzione si allungherà di venti giorni.

“Rispetto allo scorso anno la percentuale di riduzione dei posti letto è la stessa ovunque. La differenza è che quella percentuale, in alcune sedi, ma non tutte – chiarisce Michele Meschi, direttore sanitario dell’Ausl – viene protratta per ulteriori venti giorni per consentire a uno scaglione in più di infermieri di effettuare le ferie. Con alcune precisazioni che vanno fatte: è garantito il completo mantenimento di attività per i percorsi oncologici, quelli non differibili e per l’emergenza-urgenza, in tutte le sedi. Ma ci sarà anche una certa flessibilità a seconda dell’andamento stagionale della domanda. In ogni caso non verrà mai meno la continuità assistenziale”.

Meschi (Ausl): “Criticità non solo negli ospedali”

Relativamente alla criticità di persone, in particolare gli infermieri, Meschi spiega che “il problema c’è, ma non solo negli ospedali, c’è dappertutto. Nonostante gli sforzi di tutte le Azienda Usl, ma soprattutto la nostra dove c’è un’università che forma molti infermieri e noi abbiamo la possibilità di reclutarli immediatamente, non appena terminati gli studi. Con questo sistema sostanzialmente noi siamo in equilibrio, non abbiamo criticità. Da considerare che abbiamo già aperto tutti i 101 posti letto degli Osco (l’Ospedale di comunità si focalizza sui percorsi riabilitativi, ricoveri brevi per chi momentaneamente non può andare al proprio domicilio e la riacutizzazione di malattie croniche non di alta gravità, ndr).