Pavia L’estate è alle porte, ma è ancora un mistero come gli ospedali della provincia abbiano intenzione di gestire i piani ferie. Dato il numero risicato di medici e infermieri nei reparti delle strutture sanitarie pavesi, i sindacati lanciano l’allarme: «Il rischio – dicono – è che il servizio all’utenza venga pesantemente ridimensionato, con chiusure temporanee, accorpamenti e una rimodulazione delle attività di degenza, ambulatoriali e diagnostiche». In attesa di risposteA denunciare la situazione è Uil Fp: «Siamo al 4 di giugno – dice Andrea Galeppi, segretario generale territoriale della Uil Fp per l'area di Pavia – e ancora non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione in merito a come Asst si comporterà riguardo alle ferie del personale sanitario. Né il San Matteo né gli altri ospedali ci hanno fatto sapere nulla, e a questo punto siamo preoccupati sia per i lavoratori che per l’utenza. Chiediamo che ci vengano date delle risposte, così da avere un’idea di cosa accadrà e da poter valutare le soluzioni che hanno prospettato». Il problema è pavese, ma anche regionale, e si innesta su una situazione già critica: «La crisi della sanità pubblica in Lombardia - afferma il segretario confederale Uil Lombardia Salvatore Monteduro — sta per toccare il suo punto di massimo attrito in concomitanza con l'inizio della stagione estiva. La carenza strutturale di personale sanitario, esasperata da un'ormai cronica perdita di attrattività delle professioni mediche e infermieristiche, rischia di tradursi nelle prossime settimane in una drastica riduzione dei servizi essenziali per i cittadini, con la chiusura o l'accorpamento di interi reparti ospedalieri». Medici e pazientiE se da una parte il problema ricade sui pazienti, che vedranno dilatarsi ulteriormente i tempi d'attesa e ridursi l'offerta sanitaria sul territorio, dall’altra peserà sul personale rimasto in servizio, schiacciato da carichi di lavoro insostenibili. Quest’anno, rincara la dose Uil, «il sacrosanto e legittimo diritto alle ferie e al riposo delle lavoratrici e dei lavoratori si scontra con organici ridotti all'osso». Il problema ovviamente si acuisce in questo periodo, ma è strutturale: «L'arrivo dell'estate renderà drammaticamente evidente il problema — dice ancora Monteduro —: il vero nodo, oggi, non è solo il numero di professionisti da sostituire, ma la crescente perdita di attrattività del sistema. Retribuzioni non adeguate, carichi di lavoro elevati, difficoltà enormi nella conciliazione tra vita privata e professionale, a cui si aggiungono i costi insostenibili dell'abitare nelle nostre città, stanno allontanando i giovani dai percorsi formativi sanitari. Stiamo perdendo i professionisti essenziali per garantire la salute pubblica. Non occorrono ulteriori interventi immobiliari, bensì un massiccio piano di investimenti sulle risorse umane: senza infermieri, operatori sociosanitari, tecnici e professionisti della salute, gli ospedali, le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità non possono funzionare».
Servizi a rischio negli ospedali per le ferie del personale
La denuncia del sindacato Uil: «Si rischiano pesanti ripercussioni sull’utenza»








