Quel viaggio nel sud della Cisgiordania Fahd Abu Haikal lo compie più volte al mese, per motivi familiari. È di Hebron, mentre la moglie Dania è di Beit Sahour, nei pressi di Betlemme. Per lui è consueto spostarsi in auto tra le due città. Una strada familiare che venerdì sera ha percorso ancora una volta per riportare la madre a casa, nel quartiere collinare di Tel Rumeida, a Hebron, dopo alcuni giorni trascorsi con lui e la sua famiglia.

Quel breve tragitto all’improvviso si è trasformato in una tragedia che ha sconvolto per sempre la vita di un’intera famiglia. Il figlio di Fahd e Dania, Sam Abu Haikal, di appena sette mesi, è stato colpito a morte dal fuoco di soldati israeliani mentre si trovava in braccio alla madre all’interno dell’auto. Un’uccisione che ha ricordato nel modo più chiaro e drammatico possibile cosa rappresenti, nella vita quotidiana di milioni di palestinesi, l’occupazione militare israeliana. Proprio in questi giorni ricorre l’anniversario della guerra del 1967, che vide Israele occupare Cisgiordania, Gaza, Gerusalemme est, oltre a Sinai e Golan.

L’UCCISIONE DI SAM ha richiamato alla memoria quanto accaduto a metà marzo alla famiglia Bani Odeh di Tammoun, nei pressi di Nablus: padre, madre e due bambini uccisi dal fuoco aperto da soldati israeliani contro la loro auto, mentre altri due figli sono sopravvissuti. Venerdì sera accanto a Fahd, docente universitario a Betlemme, sedeva la madre Feryal. Sul sedile posteriore c’erano la moglie, che teneva in braccio il piccolo Sam, e il figlio maggiore Kinan, di undici anni. Mancavano pochi minuti all’arrivo. La vettura si stava avvicinando al Checkpoint 17 quando gli occupanti hanno notato veicoli militari e soldati israeliani nella zona di Wadi al-Hariya. Fahd ha rallentato e fermato l’auto. Senza un motivo apparente, un militare ha aperto il fuoco. «Il soldato mi ha fatto segno di fermarmi – ha raccontato Abu Haikal al manifesto durante i funerali del figlio – Ho bloccato l’auto e ho alzato le mani sul volante. Subito dopo hanno aperto il fuoco».