Se non l’avete letto cercate vi prego l’articolo di Pier Luigi Pisa intitolato «Anthropic chiede un freno globale all’IA: “È possibile che i modelli si migliorino da soli”». È una dettagliata descrizione del futuro imminente: l’intelligenza artificiale potrebbe presto non aver più bisogno degli umani, ma questa è una mia sintesi imprecisa. L’intelligenza artificiale non ha difatti bisogno di niente, non ha desideri, siamo noi a essere convinti di averne. Dunque la frase corretta è: gli umani potrebbero presto essere inutili, irrilevanti. Potrebbero presto non saper più governare processi tecnologici che si autoalimentano e da soli progrediscono. Potrebbero, gli umani, perderne il controllo.

Non trovo niente di più rilevante di cui tutti dovremmo occuparci, e non sono il Papa. Se penso a cosa dovrebbe interessarci oggi vedo solo questo all’orizzonte: la velocità con cui viaggiano le macchine che abbiamo azionato è immensamente superiore alla nostra. Oggi, ancora, un po’ ce la battiamo. Siamo in affanno, ma abbiamo la sensazione di governare il processo. È un’illusione effimera. In niente, pochi anni, il testacoda sarà irreversibile.

Ma, pensate, non sono i nostalgici analogici, i vecchi arnesi del Novecento a dirlo: è una delle principali aziende di intelligenza artificiale al mondo, Anthropic, che chiede una specie di disarmo bilaterale, o plurilaterale. Gli sviluppatori del mondo intero, dice, dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di rallentare o sospendere temporaneamente lo sviluppo dei modelli di IA più avanzati.