Martin Schongauer, “Madonna nel roseto”, part., 1473, Colmar, collegiata di San Martino
Nel 1505 l’umanista alsaziano Jakob Wimpheling diede alle stampe, a Strasburgo, una concisa storia della Germania, l’Epitome rerum Germanicarum usque ad nostra tempora. L’opera si proponeva di riscattare la dignità culturale dei tedeschi, ingiustamente considerati barbari dagli italiani. A sostegno della propria apologia, l’umanista enumerava i molteplici ambiti nei quali i tedeschi eccellevano: dalle macchine belliche all’architettura, dalla tipografia alla pittura. Tra gli artisti menzionati figurava Martin Schongauer, la cui fama aveva ormai varcato i confini tedeschi grazie alla diffusione delle sue opere: «Che dire di Martin Schongauer di Colmar, tanto eccelso nell’arte della pittura che le sue tavole furono inviate in Italia, in Spagna, in Francia, in Inghilterra e in molte altre regioni del mondo? A Colmar, nella chiesa di San Martino e in quella dei Francescani, si conservano dipinti usciti dalla sua mano; pittori d’ogni provenienza vi accorrono, contendendosi il privilegio di copiarli e riprodurli. E invero, secondo il giudizio degli artisti e dei valenti maestri, nulla potrebbe essere dipinto o imitato con maggiore soavità e grazia».






