Nuovo caso dopo il divieto di ingresso per alcuni componenti del team dell'Iran: cos'è successo all'aeroporto di Chicago

Dopo il blocco di una parte del team che accompagna la squadra dell’Iran, scoppia un altro caso attorno all’ingresso di una Nazionale straniera attesa negli Usa per i Mondiali di calcio. E stavolta a fare le spese dei rigorosi controlli dei doganieri americani è stato un giocatore. Si tratta di Aymen Hussein, attaccante iracheno. All’arrivo all’aeroporto di Chicago insieme alla squadra, Hussein sarebbe stato trattenuto per circa 7 ore dagli agenti americani, ha denunciato Baghdad. Alla fine il giocatore è stato lasciato procedere in direzione del West Virginia, dove farà base per i Mondiali l’Iraq, mentre l’ingresso nel Paese è stato negato al fotografo ufficiale della squadra. No comment sino a sabato sera da parte delle autorità americane.

La foto pubblicata su Instagram da Hussein dopo la “liberazione”

Chi è Aymen Hussein e cos’è successo a Chicago

Hussein, 30 anni, non è un giocatore qualsiasi. È l’uomo che ha riportato di fatto l’Iraq ai Mondiali dopo 40 anni: suo è stato infatti il gol decisivo per il 2-1 contro la Bolivia nei playoff per aggiudicarsi un biglietto al torneo più ambito. Non è chiaro se gli Usa nutrissero sospetti specifici sul suo conto. Sta di fatto che, secondo quanto riferito a Reuters da un funzionario del Comitato olimpico iracheno, gli agenti hanno requisito e passato in rassegna il suo telefonino e lo hanno interrogato per ore. Sette quelle necessarie ad allontanare eventuali sospetti per lui. Dieci le ore in cui è stato invece torchiato il fotografo, dopodiché è arrivato il no delle autorità Usa all’ingresso sul suolo nazionale. I Mondiali iniziano giovedì 11 giugno con la gara inaugurale tra Messico e Sudafrica, mentre l’Iraq debutterà il 17 giugno contro la Norvegia.