Il North London si accende dopo ventidue anni di attesa: l’Arsenal di Mikel Arteta spezza il digiuno e diventa campione d’Inghilterra, trasformando una lunga sofferenza in un trionfo identitario che riporta i Gunners al centro del calcio inglese.
Il North London è rimasto acceso dall’imbrunire fino all’alba: un incendio di luci, canti e fiumi di folla. Per capire l’entità di questa festa, bisogna capire cos’è l’Arsenal per il calcio inglese. Fondato nel 1886 dagli operai di una fabbrica di armamenti (da qui il soprannome Gunners, i Cannonieri), il club del nord di Londra è storicamente sinonimo di aristocrazia calcistica, stile ed eleganza. Non è una squadra che si accontenta di vincere: l’Arsenal ha sempre preteso di farlo giocando un calcio spettacolare, quasi artistico.
Ventidue anni di attesa, di speranze infrante all’ultimo metro e di secondi posti masticati amaramente. Ma alla fine, il digiuno è finito. L’Arsenal torna sul tetto d’Inghilterra, conquistando la Premier League e mettendo fine a un’ossessione che durava dal lontano 2004, dai tempi mitici degli “Invincibili” di Arsène Wenger.
Questo titolo porta, prima di tutto, la firma di Mikel Arteta, arrivato a Londra nel dicembre del 2019. Ma allora, come ha fatto un gigante del genere a rimanere a secco per ben 22 anni? La risposta sta in una transizione dolorosa. Nel 2004 l’Arsenal vince il titolo senza perdere nemmeno una partita, una leggenda che è valsa a quella squadra il titolo di “Invincibili”.







