L’Arsenal di Mikel Arteta ha vinto la Premier League. La frenata definitiva del Manchester City, fermato sull’1-1 dal Bournemouth, regala la matematica certezza del titolo prima dell’ultima giornata. I Gunners sono di nuovo campioni, 22 anni dopo la storica annata degli Invincibili di Arsene Wenger. Questa squadra magari non verrà ricordata come quella di allora, ma ha saputo rompere un tabù che stava diventando una maledizione. Ed è riuscita allo stesso tempo ad arrivare in finale di Champions League: al di là di come finirà contro il Psg, è arrivata in fondo alle due competizioni per club più importanti nel calcio di oggi.

I numeri raramente mentono: la squadra di Arteta ha fatto della solidità difensiva la sua forza principale ed è per distacco la miglior difesa della Premier. Ma anche il secondo miglior attacco, dietro solamente alla macchina da gol del City di Guardiola. Il gioco dei Gunners, fatto di tanto possesso palla e sfruttamento esasperato dei calci piazzati, è stato anche duramente criticato nel corso della stagione. In particolare, i blocchi nell’area piccola sui corner. L’Arsenal ha segnato più di un terzo dei suoi gol da palla inattiva. Ma ridurre tutto a questo sarebbe ingeneroso.