Rio de Janeiro, 6 giu. (askanews) – La produzione di carburanti sostenbili per l’aviazione, i cosiddetti Saf è ancora insuufficiente rispetto al fabbisogno del settore aereo. È quanto emerge dalle ultime stime diffuse dalla Iata, l’Associazione internazionale del trasporto aereo in occasione dell’82esimo Iata Agm in corso a Rio de Janeiro.
La produzione globale di carburanti sostenibili per l’aviazione dovrebbe raggiungere nel 2026 circa 2,4 milioni di tonnellate, pari ad appena lo 0,8% del consumo totale di carburante del settore aereo, con un costo stimato per le compagnie di 4,3 miliardi di dollari. Secondo il direttore generale della Iata, Willie Walsh, i progressi restano insufficienti rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’industria. A cinque anni dall’impegno a raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050, la produzione di Saf continua infatti a rappresentare una quota marginale del fabbisogno del trasporto aereo.
Per accelerare lo sviluppo del settore, la Iata chiede un’azione coordinata su quattro priorità: aumentare la disponibilità di energia rinnovabile e materie prime necessarie alla produzione di Saf; garantire accesso aperto alle infrastrutture di distribuzione dei carburanti; rafforzare gli incentivi e i quadri normativi per attrarre investimenti; e favorire la creazione di un mercato globale dei Saf, sostenuto da standard armonizzati e da un sistema internazionale di certificazione e scambio dei crediti ambientali (“book and claim”).












