Il Motorola Razr 70 arriva sul mercato italiano a 999 euro, ma le promozioni di lancio abbassano subito la cifra a 899 euro. L'obiettivo dell'azienda è dichiarato: rendere il formato clamshell (a conchiglia) accessibile a tutti, specie a chi non vuole compromessi su qualità e affidabilità. Dopo giorni di utilizzo intensivo, il risultato è più convincente di quanto la scheda tecnica possa far supporre sulla carta. Merito soprattutto di un'autonomia sorprendente e di un software in grado di giocarsela con i Google Pixel. Ma procediamo con ordine.

Costruzione, design e displayLa prima cosa che si nota impugnandolo è la qualità delle finiture. La scocca ha una texture vellutata che migliora il grip rispetto al vetro lucido tradizionale e tiene a bada le impronte durante la giornata. La cerniera, rinforzata in titanio, si apre e si chiude con una fluidità e una silenziosità che hanno pochi eguali sul mercato. Questo consente anche l'utilizzo in posizione intermedia, la cosiddetta Flex Mode, con il telefono piegato a 90 gradi e appoggiato su una superficie piana. Da chiuso, le due metà combaciano senza spazi residui. La certificazione IP48 (protezione contro particelle solide e spruzzi d'acqua) completa un profilo costruttivo che in questa fascia di prezzo non era affatto scontato, per quanto ci sono modelli concorrenti in grado di garantire una certificazione più elevata (come il Galaxy Z Flip7, qui la nostra recensione completa).Il pannello principale è un Extreme AMOLED LTPO da 6,9 pollici con luminosità di picco a 3000 nit. Il dato non è solo marketing: sotto la luce diretta del sole estivo la leggibilità rimane perfetta, senza dover ripararsi con la mano. La piega centrale, storico punto debole degli smartphone pieghevoli, è stata ridotta al minimo (quasi invisibile alla vista, appena percettibile al tatto). Il display esterno da 3,63 pollici a 9 Hertz, attivo quando il telefono è chiuso, permette di gestire notifiche, messaggi e riproduzione musicale senza aprire il dispositivo, con un beneficio concreto sull'autonomia.