Il Motorola Razr 60 Ultra si presenta come un oggetto di design affascinante e robusto, un dispositivo che richiama con eleganza la memoria del celebre Razr dei primi anni Duemila, ma che si inserisce con decisione nel presente, dove dominano l’estetica, l’intelligenza artificiale e la ricerca della massima portabilità.
Chi ha seguito il percorso recente di Motorola sa bene che il suo flip phone non è semplicemente un’operazione nostalgia: è, piuttosto, il fiore all’occhiello della rinata ambizione dell’azienda di Chicago.
Con il Razr 60 Ultra, presentato lo scorso aprile a New York, il marchio punta chiaramente alla vetta del mercato degli smartphone pieghevoli ultra-premium.
Questo nuovo modello è una dichiarazione d’intenti: Motorola vuole superare una volta per tutte l’idea che i telefoni pieghevoli debbano per forza implicare compromessi importanti. Per farlo, ha equipaggiato il Razr 60 Ultra con materiali pregiati, un design ricercato e specifiche tecniche all’altezza dei migliori flagship “tradizionali”.
Anche il prezzo, che si colloca nella fascia più alta del mercato – 1349 euro - contribuisce a innalzare le aspettative in termini di prestazioni, durata e qualità complessiva dell’esperienza. Abbiamo testato il nuovo “Ultra” per oltre un mese per capire se queste promesse vengono mantenute, o se alcune di esse restano disattese.






