Genova - Dall’inizio del 2019, quando uscì il Samsung Galaxy Fold, i telefoni pieghevoli hanno fatto parecchia strada: magari non sufficiente per essere presi in considerazione dalla maggior parte delle persone, ma abbastanza per ritagliarsi un loro spazio e spingere sempre più aziende a produrli. Le soluzioni sono sostanzialmente due: quelli che si piegano sul lato lungo, diventando più grandi, e quelli che si piegano sul lato corto, diventando più piccoli. A questa seconda categoria appartiene il nuovo Motorola Razr 70 Plus, svelato a fine aprile (qui tutti i dettagli) e già in vendita anche in Italia: abbiamo avuto la possibilità di provarlo per alcune settimane e di seguito raccontiamo com’è andato il test, che cosa ci è piaciuto e che cosa non ci è piaciuto. XIX Tech: le ultime notizie dal mondo della tecnologia

Un dettaglio della cerniera del Motorola Razr 70 Plus

Motorola Razr 70 Plus, le caratteristiche tecniche Se a vedere per la prima volta la gamma degli smartphone Razr di Motorola si pensa allo storico StarTAC, che fece furore fra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, non si sbaglia: la sensazione (la vibe, come si direbbe sui social) è decisamente quella. E secondo noi è in qualche modo uno dei suoi pregi: non c’è solo l’innegabile effetto nostalgia per gli over 40 di oggi ma anche un senso di fisicità, dato all’apertura e chiusura del meccanismo, che va provato per essere capito. Del resto, il telefono è fatto proprio bene: il meccanismo è solido e stabile, con la cerniera di titanio che pare ben isolata e robusta e senza alcuna fessura visibile. Sta più o meno in ogni posizione, anche a libretto, cosa che può rivelarsi utile per le videochiamate, per scattare foto in modi originali o (perché no?) per specchiarsi e truccarsi. I display sono entrambi Amoled, quello interno da ben 6.9”, quello esterno da 4” e pienamente utilizzabile per quasi tutto, che si tratti di scorrere le notifiche, chattare, fare le telefonate, controllare il calendario o il meteo oppure usare Google Maps per la navigazione: questo è un altro punto di forza del dispositivo, che lo distanzia parecchio dai primi foldable a conchiglia, che dovevano pressoché sempre essere aperti per poter essere usati. Sotto alla scocca c’è un processore Snapdragon 8s Gen 3 abbinato a 12 GB di Ram e 512 GB di spazio di archiviazione, la batteria è da 4500 mAh e supporta la ricarica rapida. Le fotocamere posteriori (se così si può dire per uno smartphone di questo tipo) sono due, entrambe da 50 megapixel, la seconda delle quali è una grandangolare con un campo visivo di 122°; non c’è alcuno zoom ottico, ma quello digitale ci è parso efficace, ovviamente a patto di non esagerare. Il software è Android 16, per cui Motorola promette 3 anni di aggiornamenti (e 5 di patch di sicurezza), che non sono pochi ma iniziano a sembrarlo in una fascia di mercato dove c’è chi ne offre anche 7. Di listino, il nuovo Razr 70 Plus costa 1200 euro, ma è già sceso a 999 ed è la via di mezzo fra il (poco) più economico Razr 70 e il (molto) più costoso Razr 70 Ultra.