Siziano Quarantaquattro pagine di relazione, 17 punti, decine di richieste di integrazione. E molti dubbi. Il ministero dell’Ambiente mette nero su bianco i «chiarimenti» chiesti alla società che sta realizzando il “Data Center Stack Campus”, un mega progetto che mette insieme 7 insediamenti, di cui 5 già realizzati e due ancora in fase di costruzione. Un Campus, appunto, che fa di quello di Siziano uno dei più grandi poli per la raccolta e l’elaborazione dati della zona. Le richieste «In primo luogo si evidenzia come il proponente non abbia condotto un’analisi adeguata delle alternative localizzative, limitandosi a una trattazione meramente descrittiva e priva di effettiva valutazione comparativa – esordisce la relazione del ministero –. In particolare, si chiede di individuare ed esaminare soluzioni alternative che aree già impermeabilizzate». Nel caso dell’impossibilità di delocalizzare il comparto, la commissione tecnica che verifica l’impatto ambientale chiede espressamente di prendere in considerazione «l’opzione di una sua non realizzazione al fine di preservare le funzioni ecologiche della risaia, quale importante alternativa alle zone umide naturali, nonché di evitare ulteriore consumo di suolo». I dubbi provengono, in questo caso, anche dalla « concentrazione territoriale di data center di grande scala» da cui deriva una richiesta di attenta «valutazione approfondita e sistematica degli impatti cumulativi». Ma in realtà perplessità e motivi conseguenti di approfondimenti riguardano un po’ tutto il progetto: dall’atmosfera al clima, con una richiesta di un «nuovo studio che consideri tutti i generatori esistenti e previsti», alle «carenze» sulle considerazioni relative alla qualità dell’aria, fino ad arrivare alle «emissioni dei gruppi elettrogeni». La commissione ministeriale tocca anche altri temi come i rumori – chiedendo rivalutazione del rispetto dei limiti notturni– ) il consumo di risorse idriche e l’impatto paesaggistico, la biodiversità dei luoghi e le mitigazioni ambientali. Chiarimenti, infine, anche sugli impatti occupazionali, così come presentati dal proponente. «L'azienda ha ritenuto opportuno sottoporre a valutazione l'intero campus anche se non si trattava di un passaggio obbligato – dice il sindaco di Siziano Matteo Pedrazzoli –. Si tratta quindi di un approccio che riteniamo positivo, perché permette una valutazione molto più ampia e approfondita rispetto a quella che deriverebbe dall'esame dei singoli interventi separatamente. L'azienda è attualmente impegnata nel confronto con il ministero e fornirà tutte le ulteriori informazioni e giustificazioni richieste. Il Comune, pur non essendo l’autorità competente chiamata a esprimersi sul merito della valutazione in questa fase, continuerà a seguire l'iter e a rappresentare gli interessi del territorio».
Campus data center di Siziano Tutti i dubbi del Ministero
La commissione per la valutazione ambientale: «Rivedere il piano»










