Una passarella lunga 100 metri si spinge dall'imponente palco verso l'arena che fu ribalta per i gladiatori. A irritire le masse, stavolta, è un gladiatore moderno. Cesare Cremonini debutta con il suo live 2026 con una doppietta dal Circo Massimo di Roma. "Questo posto mi ha trasmesso subito una sensazione di calma e tranquillità. E soprattutto di sicurezza in me stesso, anche come performer, in un momento molto speciale della mia carriera. Sono grato del percorso che mi ha portato fin qui: significa costruire un rapporto con il pubblico bastato su chi sei e cosa dai quando sali sul palco", racconta il cantautore bolognese prima di esibirsi. Ma la testa è già proiettata al futuro, tra progetti e nuovi cambi di direzione di una carriera che lo ha portato ad essere uno dei protagonisti della musica italiana. Intanto uno speciale su Rai1, il 2 settembre in prima serata, che ripercorrerà proprio le due serate romane, poi un album scritto negli ultimi quattro mesi che uscirà entro l'anno "e sarà molto rock'n'roll e segna un cambio di passo anche nella dimensione live. I live di questa estate mettono un punto e a capo per me". E qui arriva l'annuncio più inatteso: "basta stadi, basta lustrini". Una decisione che soprende, per chi come lui ne ha messi in fila 13 solo lo scorso anno, tutti sold out. "A sdoganare il pop negli stadi è stato Jovanotti - tra gi ospiti con me qui al Circo Massimo, insieme a Elisa e a Luca Carboni -, poi è arrivato Tiziano Ferro e infine io con una sfida, quella cantautorale e quindi intima, quasi da cameretta, che sembrava ancora più difficile da vincere. Dal 1999 ad oggi, mi sono esibito in tutti gli spazi: sono partito dai club e sono arrivato al Circo Massimo. Ora questo album, al quale ho lavorato, interrompe questo percorso e l'ossessione per i numeri che funesta il mercato di oggi: vince la mia voglia di evolvermi dal punto di vista personale e professionale. Il prossimo disco mi mi porterà a suonare dove mi porterà, e non sarà negli stadi". Non concerti piano e voce, spiega, ma un ruolo fondamentale lo avrà il saxofono. Il suo ultimo amore, in termini di strumenti musicali. "Me ne sono appassionato nell'ultimo anno. Non è stato semplice imparare a suonarlo, ma l'ho voluto portare anche su questi palchi. È il sax che mi ha trascinato a scrivere un certo tipo di musica e non c'entra con gli stadi. Voglio tornare a far comandare la musica e non i numeri. Basta lustrini. Oggi il percorso dei giovani artisti sembra omologato: prima fai gli stadi, prima arrivi. Io ho fatto il Forum 12 anni dopo il primo album". Ma lo strumento ha avuto anche una funzione catartica per il Cesare in crisi con se stesso. "Il sax mi ha soccorso in un momento complesso e delicato, in cui ero in difficoltà. Mi ha dato metodo e ossessione. E ha rubato la parte distruttiva: ho così iniziato a produrre, come non mi capitava da tempo. Mi ha portato nel futuro. Con il risultato di avere per le mani canzoni molto potenti, un disco rock'n'roll, nel senso più letterale del termine, come in parte fu Squerez, il disco del mio debutto a 17 anni. Un disco di rottura. Esiste sempre un incidente da qualche parte nel cammino di un artista: da lì partono i momenti più fertili. Scherzando con i miei amici, dico che ho ucciso Ziggy. Insomma, ho annegato il mio dolore, come fanno gli artisti nelle proprie opere". Non scende in particolari sull'"incidente" e preferisce lasciare "alla leggenda" la ricostruzione del suo privato. "Non ho più paura di niente e la mattina non mi sveglio per controllare sui social se va tutto bene". Dopo Roma, il Cremonini Live26 sbarcherà a Milano (Ippodromo Snai La Maura) il 10 giugno, a Imola (Autodromodo Enzo e Dino Ferrari) il 13 e a Firenze (Visarno Arena) il 17.