Cesare Cremonini, 46 anni, al Circo Massimo. Il megatour è poi atteso a Milano (il 10 giugno), Imola (il 13) e Firenze (il 17)Roma, 7 giugno 2026 – Il ragazzo del futuro. "Ho ucciso Ziggy", scherza Cesare Cremonini parlando di come il tempo e un "incidente necessario" abbiano riorientato la sua vita, proiettandola verso una nuova dimensione: "Ho ucciso Ziggy: insomma, ho annegato il mio dolore, come fanno gli artisti nelle proprie opere".

Assicura che i cinque concerti nei grandi spazi varati ieri sera tra il popolo del Circo Massimo di Roma – luogo deputato per uno con quel nome – saranno gli ultimi coi "lustrini". Quell’extraterrestre fatto atterrare da Bowie nel gennaio del ’72 sul palco del Tolworth Toby Jug di Londra per dare sfogo all’anima più glam e istintiva del rocker che gli si agitava dentro, infatti, diventa nelle parole pre-concerto del cantautore bolognese il riferimento da mandare in soffitta nell’attesa di cambiare passo, animo, e, va da sé, musica.

"Ho pronto un nuovo disco che uscirà in autunno" anticipa. "Sarà rock’n’roll nel senso più autentico del termine: nato, costruito e suonato interamente in sala d’incisione, a Londra, nello studio di Damon Albarn, un luogo che ha contribuito a dargli una forte identità artistica. Lo dico subito, un disco di rottura. E, in quanto tale, inadatto a spazi come questo, all’Ippodromo La Maura di Milano, all’Autodromo di Imola o alla Visarno Arena di Firenze (dov’è in scena, rispettivamente, il 10, 13 e 17 giugno, ndr). Nella storia della musica capita spesso che gli artisti attraversino crisi o svolte personali che li portano a cambiare prospettiva trovando nuove strade. E spesso sono proprio questi momenti a generare le opere più fertili o significative. Ecco, ho avuto la sensazione di vivere qualcosa di simile".