HomeArezzoCronacaBadia a Tega diventa, per un giorno, un laboratorio di panificazioneIl paese casentinese sarà al cuore di un percorso di sperimentazione e di assaggio di specialità agricole localiUn percorso di sperimentazione e di assaggio di specialità agricole localiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 6 giugno 2026 – Un laboratorio di panificazione tradizionale e degustazione di prodotti agricoli casentinesi. L’appuntamento, a partecipazione gratuita, è in programma dalle 11.00 di domenica 14 giugno nel piccolo paese di Badia a Tega che sarà al cuore di un percorso di sperimentazione e di assaggio per veicolare il valore del cibo come presidio di comunità e come strumento di sviluppo locale delle aree interne. “Pane, terra e sapori” sarà il tema di una giornata che, promossa dalla cooperativa Connessioni, chiuderà il ciclo di eventi pubblici dell’azione Comunità 2030 sostenuta con fondi PNRR per i Comuni di Chiusi della Verna e Ortignano Raggiolo nell’ambito dell’intervento “Attrattività dei Borghi Storici”.
L’iniziativa prenderà il via con un laboratorio aperto di panificazione tradizionale dove residenti e visitatori potranno riscoprire le antiche tecniche della lavorazione del pane e vivere un confronto con i saperi trasmessi di generazione in generazione dalle comunità delle valli appenniniche. Il secondo momento sarà rappresentato dalla degustazione guidata di prodotti agricoli locali a cura del Podere Pallereto di Sopra e della produttrice Marina Cestelli che, con la sua azienda, rappresenta un esempio concreto di agricoltura di qualità radicata nel paesaggio casentinese. La volontà è di perseguire gli obiettivi del progetto Comunità 2030 per rivitalizzare i borghi attraverso azioni tra cultura, comunità e valorizzazione delle risorse locali in percorsi condivisi di riscoperta delle tradizioni alimentari come patrimonio vivente, andando anche a sviluppare il fronte del turismo esperienziale. In quest’ottica, un laboratorio di panificazione tradizionale unito all’incontro diretto con un produttore del territorio e a una degustazione di prodotti diventa occasione per vivere esperienze fortemente identitarie che contribuiscono a custodire e a esportare il valore di un luogo. Tutto questo, unito alla volontà di sostenere le produzioni agricole tradizionali del Casentino anche come strumento di cura del paesaggio: un’agricoltura viva e radicata, infatti, mantiene aperti i prati, presidia i versanti, contrasta lo spopolamento e l’abbandono delle terre.









