Un piccolo tavolino ricolmo di attrezzi. Dietro centinaia di scarpe su misura. Al centro con il grembiule scuro c’è Pino, all’anagrafe Pier Giuseppe Procopio, 69 anni, con un diploma da geometra e la passione per l’artigianato. Con un martello fissa i chiodi sulla pelle color fucsia. Sta montando una calzatura creata con le sue mani.
(franceschi)
Perché al civico 74 di via Tor de Schiavi nel quartiere di Centocelle tutto è realizzato in modo artigianale dal 1960 al tempo di nonno Giuseppe e papà Michele. «Questa è la mia passione, è un mestiere che mi piace da morire». Per Pino la soddisfazione più grande è «quella di aiutare le persone che cercano la scarpa giusta per una cerimonia importante, come il proprio matrimonio, o perché hanno delle difficoltà ai piedi e hanno bisogno di modelli personalizzati», racconta.
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Appena si entra, i macchinari di una volta riprendono vita. Davanti alla trancia c’è il grande tavolo per tagliare la pelle. «Ogni passaggio, per realizzare da zero una scarpa, vuole il suo spazio e il suo tempo». Dal disegno del modello al pellame, dal montaggio alle suole e tacchi fino alle rifiniture con la messa in scatola. «Sono cinque mansioni diverse che seguo da solo perché dal Covid non ho un professionista che mi possa affiancare. Ci vogliono molte ore, non è un lavoro immediato, perché il problema è dietro l’angolo. In 42 anni di attività imparo sempre cose nuove».









