Una piccola Olimpiade nata e cresciuta fra ritardi, polemiche ed extracosti: i Giochi del Mediterraneo di Taranto si terranno dal 21 agosto (Al Bano canterà l'inno nazionale durante l'inaugurazione) al 3 settembre. Saranno presenti 26 Paesi in un momento geopolitico per niente facile nel mondo e di conseguenza anche nel Mediterraneo: il Libano ci sarà, non si sa ancora con quanti atleti. Israele, invece, non partecipa. Il governo ci crede: stanziati 350 milioni di cui 275 riguardano solo la parte impianti fra nuove costruzioni e ristrutturazioni.
Per il ministro Abodi, "la cosa fondamentale è usare bene queste risorse nel modo più corretto, proficuo e produttivo possibile". Niente sprechi, insomma. Non è questo il momento. Il governo ci crede anche in vista del Piano Mattei per l'Africa: c'è una valenza politica oltre che sportiva nella manifestazione. Si è temuto nei mesi scorsi, all'apice delle polemiche, che i Giochi saltassero, fossero spostati in un'altra città (Ostia, Napoli) o fossero rinviati al prossimo anno. Ora questo rischio è stato sventato anche se il sindaco di Taranto batte cassa per completare i lavori.
Ha spiegato ancora Abodi: “Sport e Salute insieme al Coni si preoccuperà di coordinare i luoghi che saranno o rinnovati o di nuova edificazione, costituendo un patrimonio rilevante". Qualche timore c'è ancora da parte del Coni, se n'è parlato nell'ultima Giunta dopo che il presidente Luciano Buonfiglio, tempo fa, aveva lanciato l'allarme. Le delegazioni saranno tutte ospitate su due navi da crociera nel porto di Taranto: sono costate care (bandi deserti) e non è stato facile trovarle in piena stagione turistica. Impossibile d'altronde costruire un Villaggio sulla terraferma in poco tempo (e poi a che cifre?).









