PADOVA - «Quello che state facendo, e di cui la città vi è grata, è un'operazione definita di "ricucitura identitaria", che è profonda. Questo è un luogo della memoria collettiva»: sono queste le parole dell'assessore alla cultura Andrea Colasio alla restituzione del cinema Altino alla città, tenutasi ieri mattina. Un momento storico per il territorio, che vede la riapertura della storica sala cinematografica, dopo quasi vent'anni, in una veste totalmente nuova che abbraccia il vecchio tanto quanto il nuovo.

Volto nuovo Lo stabile è stato acquistato dalla fondazione Chiara e Francesco Carraro, il cui obiettivo è molto preciso: rendere l'ex cinema Altino un centro culturale dinamico e contemporaneo nel cuore di Padova. «Abitando in centro a Padova - commenta Enrico Carraro, presidente della fondazione Chiara e Francesco Carraro - passavo tante volte qui di fronte. La scelta di ridare nuova vita all'Altino nasce dalla necessità di spostare la nostra collezione, che oggi si trova ai musei di Ca' Pesaro a Venezia, in un posto diverso, e questo era il luogo ideale. Abbiamo trovato grande apertura da parte dell'amministrazione e della sovrintendenza. Oggi battezziamo l'inizio dei lavori, poi tra un paio d'anni ne vedremo i risultati e sarà anche un po' una sorpresa per tutta la città». La storica struttura, ideata dall'architetto Quirino De Giorgio nel ventesimo secolo, non è dunque ancora pronta, ma nell'attesa, e proprio per celebrare l'inizio dei lavori, sarà visitabile e aperta alla cittadinanza oggi e domani, dalle 10 alle 20, con la possibilità di vedere anche l'installazione Afterglow, ideata da Atej Tutta. Quello che arriverà poi è una struttura che abbraccia il contemporaneo e strizza l'occhio alla storia dell'edificio. Il nuovo Altino sarà uno spazio culturale vivo e plurale, un luogo dedicato all'arte e alla cultura contemporanea in senso ampio, che abbraccia le arti visive, il cinema e l'immagine in movimento, le arti performative e il confronto critico. La sala principale, che conta 756 posti ed è composta da platea e galleria, sarà destinata allo spazio espositivo, mentre il Mignon, il cinema ipogeo da 230 posti considerato un altro luogo storico della città, sarà invece recuperato come spazio polifunzionale con una spiccata vocazione cinematografica. Il ritorno di una sala cinematografica, nel pieno centro cittadino, dunque, sembra essere sempre più vicino. Di fianco a tutto questo ci saranno anche incontri, concerti, presentazioni e performance che articoleranno il programma della fondazione durante il corso dell'anno, in dialogo con le istituzioni culturali padovane, ma al contempo con un'apertura alle collaborazioni nazionali e internazionali. Il progetto di recupero sarà curato dall'architetto Giuseppe Cangialosi e l'inizio dei lavori è previsto per il prossimo mese di luglio.Sguardo al futuro «Noi - commenta il presidente Enrico Carraro - vogliamo coinvolgere i giovani nell'arte e nell'arte contemporanea. Ci sarà comunque un cinema da 200 posti. Vogliamo trasformare l'Altino in un centro multifunzionale per l'arte, che a Padova ancora non c'è». «Quando Enrico mi ha comunicato di aver acquisito l'Altino - aggiunge il sindaco di Padova Sergio Giordani - ho avuto un tuffo al cuore. Io ci ho provato, come sindaco, per poter realizzare qualcosa sotto l'aspetto culturale, ma non ci ero riuscito. Questa è la restituzione di uno spazio importantissimo alla città, e la fondazione le ha dato un contributo sotto l'aspetto della bellezza». «In città - conclude l'assessore alla cultura Andrea Colasio - ci sono stati almeno una quindicina di spazi filmografici, anche se attualmente non ce n'è più nemmeno uno. Questi luoghi rappresentano quindi dei vuoti: o vengono riconvertiti in chiave commerciale, come nel caso del cinema Eden, o vengono riqualificati in chiave culturale, come in questo caso. La nuova anima e la nuova identità di questo posto si inserisce in una strategia urbana che perseguiamo da tempo, ovvero pensare Padova non solo come la capitale del '300, ma anche chiosa come una città che investe sul contemporaneo. A breve Padova sarà anche candidata come Capitale Italiana del Contemporaneo».