Roma, 6 giu. (askanews) – Quale è stato, e quanto è stato importante il ruolo della Repubblica italiana, nata dal referendum del 2 giugno 1946, nel lungo e complesso processo di integrazione europea, nel percorso verso quella ‘unione sempre più stretta tra i popoli d’Europa’ che prevede il Trattato Ue, con tutte le accelerazioni, ma anche le frenate e le paralisi che ha subìto in questi 80 anni? E quanto hanno contribuito i governi italiani ai momenti di svolta registrati in questo processo, soprattutto quando il presidente del Consiglio a Roma era in carica anche come presidente di turno del Consiglio europeo?
Lo abbiamo chiesto a Pier Virgilio Dastoli, lo storico assistente parlamentare di Altiero Spinelli alla Camera dei Deputati e al Parlamento europeo, dal 1976 al 1986, che presiede oggi il Consiglio italiano del Movimento europeo. Dastoli ha raccontato le tappe dell’integrazione europea di cui è stato testimone, tra l’altro, in un libro-intervista del 2024 insieme a Emma Bonino a cura di Luca Cambi, ‘A che ci serve l’Europa’ (Marsilio), con prefazione di Corrado Augias e postfazione di Romano Prodi. Quel libro, ci ha detto, ha ispirato il celebre monologo sull’Europa di Roberto Benigni dal titolo ‘Il Sogno’, trasmesso in Tv su Rai1 il 19 marzo 2025.












