Il generale Feroce: «Le nostre stazioni sono luoghi di ascolto e accoglienza per tutti i cittadini»CHIETI Le sciabole luccicano sotto il sole. Poco più in là, ecco un robot, di quelli che servono per scovare gli esplosivi. Di fronte, i bambini delle scuole sventolano le loro bandierine tricolore. Le tre immagini che arrivano dalla festa dell’Arma di Chieti, e che tradotte in parole significano tradizione, innovazione e prossimità, non sono istantanee catturate a caso. Perché raccontano la strada che i carabinieri hanno imboccato per rimanere al passo con i tempi, anche dopo 212 anni di storia, saldando il rigore del passato alle incognite del domani. Tra le sfide più difficili del presente – spiega il generale di brigata Gianluca Feroce, comandante della Legione Abruzzo e Molise – ci sono il contrasto alle truffe ai danni degli anziani, uno dei reati più odiosi, e la lotta alla violenza sulle donne, «una piaga nei cui confronti occorre lavorare molto anche sul piano della prevenzione, dell’educazione sociale e del cambiamento culturale». I DATI I numeri rendono l’idea dell’attività in prima linea portata avanti dai carabinieri, nei territori abruzzesi e molisani, fra il 2025 e i primi mesi di quest’anno: 1.770 persone arrestate, oltre 15.600 denunciate, 473.039 identificate. E ancora: 130.224 servizi esterni, 78.293 risposte alle chiamate alle centrali operative tramite il 112, più di 36.000 denunce presentate nei presidi dell’Arma, vale a dire l’84,47% di quelle complessivamente trattate dalla forze di polizia. Sono i dati resi noti dal generale Feroce durante la cerimonia nella caserma Rebeggiani, sede del Centro nazionale amministrativo, comandato dal generale di brigata Baldassare Daidone. LE STAZIONI Il comandante della Legione enfatizza il ruolo e l’operato delle stazioni dei carabinieri, disseminate «molecolarmente» e prima barriera nel contrasto ai reati predatori (ovvero furti e rapine), alle truffe e alla violenza di genere. «Le stazioni», argomenta, «sono luoghi di accoglienza, di ascolto, dove spesso una parola di conforto di fronte ai piccoli e grandi problemi della vita quotidiana, o una semplice mano tesa, fanno la differenza. I presidi territoriali dell’Arma sono l’espressione concreta della vocazione alla vicinanza ai cittadini, pronti a intercettare ogni emergente bisogno di rassicurazione sociale, sempre sensibili non solo alle fondamentali esigenze di protezione dell’incolumità fisica e della proprietà privata, ma anche a fenomeni quali le manifestazioni di disordine urbano, la sicurezza stradale, la sanità dei cibi, la salubrità dell’ambiente, la sicurezza dei luoghi di lavoro e la tutela dei beni culturali, ambiti in cui possiamo contare sulle qualificate competenze dei nostri reparti specializzati». LA BUSSOLA ETICA «È nelle radici e nella sua identità», dice ancora Feroce, «il punto di maggiore forza dell’Arma. Un’identità storicamente ancorata a quella che definiamo la “bussola etica”, espressione di virtù e valori antichi ma sempre attuali e intramontabili: la militarità, la competenza, il coraggio e l’umiltà». Restando in tema di violenza di genere, gli oltre 150 tra arresti in flagranza e ordinanze di custodia cautelare, nonché le 839 attivazioni del «codice rosso», testimoniano «la crescente fiducia delle vittime verso le istituzioni». Quanto alle possibili emergenze, «qui non ci sono forme di criminalità organizzata autoctone, tuttavia subiamo l’influenza della mafia pugliese e di quella campana». PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE OPPURE IN EDICOLA
Festa dei carabinieri a Chieti: «In prima linea per combattere truffe e violenze sulle donne» | Il Centro
Il generale Feroce: «Le nostre stazioni sono luoghi di ascolto e accoglienza per tutti i cittadini»










