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In queste settimane a Villaverde, quartiere della periferia sud di Madrid, non c’è in giro quasi nessuno. In un enorme spiazzo di cemento lavora una decina di operai, che stanno appoggiando tappeti di erba finta. A un lato dello spiazzo ci sono dei capannoni pieni di piastrelle e centri di assistenza per elettrodomestici. Dall’altro l’autostrada. Tutto intorno, campi coltivati. Fra meno di cinque mesi questa calma piatta sarà interrotta dall’arrivo di decine di migliaia di persone.

Lo spiazzo ospiterà uno stadio temporaneo da 50mila posti. Tutto intorno si materializzerà una specie di parco tematico chiamato Parco Macondo, lo stesso nome della città immaginaria pensata da Gabriel García Márquez in Cent’anni di solitudine. Dovranno anche essere costruiti centinaia di bagni, chioschi per il cibo, negozi, vie di fuga in caso di emergenza.

Tutto questo sarà in funzione di un unico enorme evento: dodici concerti consecutivi di Shakira, una delle popstar più famose al mondo, che renderanno Villaverde il centro europeo della musica latina, seppure temporaneamente, e attireranno circa 500mila persone.

Un rendering dello stadio Shakira, che verrà costruito e poi smontato (Studio BIG Bjarke Ingels Group)