I fondi erogati dalla Regione e dall’Organizzazione mondiale per la salute animale per progetti di sanità veterinaria avrebbero preso una strada diversa da quella prevista. Le somme erano destinate allo Stor-Remesa, l’ufficio tecnico scientifico della Rete mediterranea della salute animale ospitato all’interno dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia.Soldi che invece sarebbero stati usati anche per aumentare i compensi e affidare una serie di consulenze esterne su attività già seguite dall’Istituto con il proprio personale.Dopo l’inchiesta sul Cefpas di Caltanissetta, con otto richieste di arresto a Caltanissetta, va in scena una nuova indagine - stavolta della Procura europea, con epicentro a Palermo - sempre sugli enti controllati dalla Regione.Il Gip Ivana Vassallo ha messo nero su bianco che ci sarebbe stata «un’articolata condotta fraudolenta volta ad intercettare e gestire in modo privatistico i finanziamenti pubblici destinati allo Stor-Remesa».La guardia di finanza ha eseguito il sequestro...L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
Il bubbone Zooprofilattico a Palermo. «Parenti, amici e consulenti»
L’inchiesta della Procura europea a Palermo dopo quella sul Cefpas di Caltanissetta. Nell’istituto incarichi esterni per compiti già svolti dai dipendenti: tre gli indagati











