Con Magnifica Humanitas, l’enciclica dedicata all’intelligenza artificiale presentata lo scorso maggio, Papa Leone XIV ha affrontato alcuni dei nodi più delicati legati allo sviluppo e alla governance dell’IA, dalla necessità di orientarla al bene comune al rifiuto di considerarla una forma di intelligenza senziente. Fanpage.it ne ha parlato con Luciano Floridi, filosofo e direttore fondatore del Digital Ethics Center della Yale University, tra le voci più autorevoli a livello internazionale nel dibattito sull’etica delle nuove tecnologie.

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A poco più di un anno dalla pubblicazione della nota vaticana Antiqua et Nova, Papa Leone XIV è tornato a intervenire sul tema dell'intelligenza artificiale con Magnifica Humanitas, l'enciclica presentata lo scorso 25 maggio e interamente dedicata alle implicazioni etiche, sociali e politiche delle nuove tecnologie basate sull'IA. Nel documento il Pontefice ha toccato molti temi, dal primato della dignità umana (che deve prevalere sulla logica della performance e della produttività) all'invito a un "disarmo" cognitivo ed economico dell'intelligenza artificiale, affinché non venga utilizzata come strumento di dominio, sorveglianza o guerra, ma orientata al bene comune.