di
Marco Cremonesi
L’idea di azzerare i vice. Ma il Doge vuole il nuovo statuto
La partita a scacchi è incominciata. Da una parte del tavolo da gioco, Matteo Salvini. Dall’altra, Luca Zaia. In palio c’è la nuova fisionomia della Lega. E, soprattutto, la possibilità che le Politiche 2027 non si trasformino in un naufragio.
Primo atto, mercoledì scorso, una riunione a Roma. Oltre a Zaia e Salvini, c’erano anche il ministro Giancarlo Giorgetti, il governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e il vicesegretario Claudio Durigon, responsabile della Lega per il Centro-Sud. L’idea iniziale di Salvini è il coinvolgimento degli uomini simbolo del buongoverno leghista del territorio nella campagna elettorale dell’anno prossimo. A Zaia viene offerta di nuovo la vicesegreteria che già era stata declinata. L’idea ora è l’azzeramento dei vice di Salvini, con l’eccezione di Durigon. Zaia è scettico, propone che nel pacchetto di testa del partito entri anche Fedriga.












