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Cerimonia molto sentita ieri mattina nel piazzale della stazione ferroviaria con i rappresentanti delle istituzioni, dal presidente della Provincia di Monza e Brianza Luca Santambrogio al sindaco di Monza, Paolo Pilotto

Ieri mattina Monza ha scritto una nuova pagina della propria toponomastica e, insieme, della propria identità civile. Il piazzale della stazione centrale porta ora il nome delle Madri costituenti, le ventuno donne che nel 1946 entrarono nell’Assemblea incaricata di dare forma alla Repubblica appena nata, scrivendo la Costituzione. Un’intitolazione voluta e proposta da una mozione della consigliera Sarah Brizzolara (Pd), e approvata all’unanimità dal Consiglio comunale. Alla cerimonia erano presenti il presidente della Provincia di Monza e Brianza, Luca Santambrogio, e il sindaco Paolo Pilotto, insieme a diversi rappresentanti delle istituzioni e a molti cittadini. Santambrogio ricorda soprattutto il ruolo decisivo delle cinque donne della Commissione dei 75, autrici della bozza sui rapporti familiari: "Pioniere fondamentali per la parità. Negli atti dell’Assemblea colpiscono il rispetto e il lessico, lontanissimi dal modo di fare politica di oggi. Le Madri costituenti furono fondamentali, posero le basi per permettere a una società fortemente maschilista di progredire". Il sindaco Pilotto ha intrecciato memoria e presente, evocando anche il percorso di rinascita del piazzale: "Dare un nome significa dichiarare una cura che si intende avere". Ricorda gli interventi degli ultimi anni – nuova pavimentazione, attivazione della fontana, illuminazione potenziata, telecamere rinnovate – e l’imminente riapertura dell’edicola storica. Poi riflette sulle Madri costituenti: "Furono 21 donne di estrazioni diverse – osserva –: 9 di area cattolica, 9 comuniste, 2 socialiste e una del Fronte dell’Uomo qualunque. Alcune di loro avevano fatto la Resistenza in modo attivo, una aveva fatto 8 anni di carcere. Alcune venute da movimenti cattolici, altre dalle università. Si occuparono di moltissimi temi: famiglia, istruzione, sanità, assistenza sociale, tutela minori e parità di coniugi, ma anche autonomie locali, diritti sociali, industria, previdenza sociale, parità sul lavoro. Intitolare la piazza alle Madri costituenti è un atto di affidamento: consegniamo loro la nostra città". Brizzolara, visibilmente emozionata, sottolinea il valore educativo dell’iniziativa: "I simboli contano. Questa piazza potrà ispirare tante ragazze a conoscere ciò che hanno fatto le loro nonne e bisnonne, a non aver paura di osare".