Roberto Papetti è un mastro giocattolaio, ma non aspettatevi il profilo di un romantico Geppetto (anche se ha appena finito un progetto proprio su Pinocchio) che lavora nella sua bottega con pazienza e abnegazione. Questo può anche succedere, in Papetti di romanticismo ce n’è eccome, il sogno è la sua guida, ma il nostro artista ravennate, ritratto nel documentario La vita segreta dei giocattoli di Alexandra D’Onofrio e Sara Zavarise – presentato oggi alle 17,30 al Pop Up cinema Arlecchino – è piuttosto un rivoluzionario del giocattolo rigorosamente auto costruito con materiale di scarto. Ad un certo punto del suo cammino, poi, ha incontrato testi di grande ispirazione che hanno acceso la sua immaginazione e quindi sperimentazione, portandolo a delineare una pedagogia del gioco che possa instillare nei bambini un pensiero critico. Ragionando di pace, ecologia, consumismo.
Ha 78 anni, Papetti, che oggi sarà in sala con le registe, ma pare che il suo metodo di una mente sempre curiosa funzioni: dimostra almeno 20 anni in meno.
Papetti, il film ci mostra il suo lavoro didattico coi bambini in giro per l’Italia, lei è artista, artigiano ed educatore. Come nasce il suo metodo ’la poetica del gioco’, su cui le registe hanno scelto di indagare particolarmente?









