SAN VITO (PORDENONE) - «Ho avuto paura, molta paura. Io e il mio compagno siamo stati minacciati da un uomo con una spranga di ferro in mano. Non è più possibile nemmeno prendere una boccata d’aria pulita nel nostro fiume». Non solo i sassi del Tagliamento tremano al passaggio di jeep, quad e motociclette, ma anche le persone stesse. Giovedì stava per concretizzarsi il peggio per una coppia di sanvitesi, “rei” di aver cercato di far rispettare le regole a un gruppo di austriaci giunti a Carbona con il solo desiderio di divertirsi a modo loro. Modo però che non è rispettoso del luogo che li ospita e non è più tollerato da molti residenti e amanti del Tagliamento. Il grido di allarme è lanciato da una cittadina sanvitese, che preferisce rimanere anonima, membro del gruppo “Riserva Naturale di Carbona”.

I FATTI Giovedì pomeriggio ha deciso, accompagnata da un’altra persona, di sfruttare un’ora libera per passeggiare nel suo amato fiume, la sua seconda casa. Non erano gli unici a godere delle bellezze del re dei fiumi alpini. Gli altri “visitatori” però, circa una trentina di persone, erano attrezzati per soggiornare in loco. Gazebo, casse, tende, grandi camion, motociclette, pannelli solari e altro ancora. «Sembrava – racconta la donna - una sagra di paese trasferita su mezzi militari, mimetici». Queste persone frequentano serialmente queste zone, già in passato la signora aveva visto alcune delle loro facce, ma giovedì si è raggiunto il peggio. Durante la passeggiata infatti un paio di moto hanno sfiorato i sanvitesi, facendo spaventare la coppia. I due, non di certo entusiasti di questa situazione, hanno fatto presente ai turisti austriaci che non era possibile fare il bello e il cattivo tempo sull’alveo del fiume, né tanto meno potevano accamparsi. Finito l’ammonimento, il peggio sembrava passato: i due sanvitesi hanno rimboccato il sentiero verso casa, dopo aver scattato delle foto dell’accampamento – foto riportate in pagina -. Questo particolare però ha mandato su tutte le furie un uomo di mezza età. LA TENSIONE L’austriaco, che indossava il costume da bagno e un cappello da cowboy bianco, si è avvicinato in modo minaccioso con un bastone di ferro. «Si è interposto tra noi e il nostro itinerario questo signore, probabilmente in stato di ebrezza – racconta ancora provata la donna -. Ci ha chiesto cosa avessimo fotografato. Aveva paura che usassimo queste foto come prove per colpevolizzare lui e i suoi amici. Noi abbiamo cercato di rabbonirlo per evitare il peggio e lo abbiamo liquidato molto velocemente». Il timore di essere colpiti da qualche mazzata ha spinto i due sanvitesi ad abbandonare il prima possibile l’alveo del fiume. Andandosene però sono riusciti a vedere bene molti altri austriaci che indirizzavano nei loro confronti gesti di disprezzo e insulti. «Non abbiamo perso tempo – continua nel racconto – e abbiamo denunciato il fatto ai carabinieri. Questi ci hanno detto di avvisare anche la polizia e la forestale. Anche questo passaggio è stato completato». Che succederà ora? I “turisti” verranno fermati e sanzionati? O invece, tramite permessi speciali, queste persone potevano campeggiare liberamente e scorrazzare con mezzi privi di targa tra una riva e l’altra del fiume Tagliamento? Le indagini daranno una risposta, certo è che mai, in molti anni di segnalazioni, si era arrivati a un passo dal pestaggio. «Dopo questo atto di violenza – è la nota di denuncia dell’associazione della riserva naturale - da parte di stranieri austriaci speriamo che la regione inizi a prendere seri provvedimenti».