In Italia esistono molte realtà filantropiche nate con obiettivi chiari e ambiziosi che, nel tempo, hanno perso slancio, fino a trasformarsi in semplici contenitori giuridici.
Secondo gli ultimi dati Istat, le fondazioni attive nel Paese sono oltre 8 mila, ma una quota rilevante risulta oggi dormiente: enti formalmente esistenti, ma con attività limitata o discontinua.
Il punto non è la scarsità di risorse, bensì la mancanza di trasmissione.Per sua natura, la fondazione dovrebbe essere il luogo in cui i valori della famiglia e dell"impresa si consolidano e si proiettano nel futuro.
Eppure accade spesso il contrario: con la scomparsa del fondatore o il passaggio alla seconda e terza generazione, si affievolisce la spinta originaria.
Le nuove generazioni ereditano una struttura, ma non sempre ne comprendono il significato profondo.Questo tema mette in luce un limite ricorrente: la trasmissione della ricchezza è ancora troppo spesso intesa come un semplice trasferimento di beni e molto meno come passaggio di responsabilità, visione e identità. È proprio qui che emerge il valore strategico delle fondazioni.








