"Presentiamo oggi, a 7 mesi dalla data di chiusura della fase di raccolta dei dati, i risultati preliminari della terza edizione della rilevazione multiscopo collegata al censimento permanente delle istituzioni non-profit. Un dato mi ha particolarmente colpito riguarda l'incremento delle istituzioni che sostengono e supportano soggetti deboli o in difficoltà. Nel 2024 si rivolge a questa categoria di persone fragili, il 48,3% delle istituzioni non profit, a fronte del 39,4% del 2021, quasi 10 punti percentuali in più". Lo ha detto il presidente dell'Istat Francesco Maria Chelli aprendo l'incontro "Istat il censimento delle istituzioni non profit: primi risultati".

"Queste organizzazioni operano infatti - ha aggiunto - con una forte vicinanza a persone e territori, e svolgono un ruolo essenziale nel favorire una maggiore coesione e sostenere gruppi di popolazione più vulnerabili, intercettando bisogni talvolta difficili da gestire. Il mondo no profit sta, del resto, attraversando una profonda trasformazione, anche alla luce della riforma del terzo settore. Si rafforzano le relazioni con le istituzioni pubbliche, cambiano le forme di partecipazione, aumentano le istituzioni che orientano le proprie attività all'intera collettività e non solo ai soci". Al 2023 le istituzioni non profit (Inp) attive sono 368.000 e impiegano 949.000 dipendenti. Rispetto al 2016 l'incremento di istituzioni è pari al 7,3% mentre i dipendenti sono cresciuti del 16,8%.