Sta vivendo il suo momento di gloria.
Con uno scatto borsistico che in poco più due mesi ha portato il prezzo dell"azione da 13 euro del 19 marzo scorso alla soglia dei 33 euro di questi giorni.
Un volo tanto rapido quanto intenso per Technoprobe sulle ali di quella categoria di titoli che vanno sotto il nome di semiconduttori che stanno macinando volumi di vendite e fatturato come se non ci fosse un domani.Del resto l"azienda di Cernusco Lombardone in provincia di Lecco e posseduta fin dalla nascita nel 1996 dalla famiglia Crippa lavora nel campo delle probe card.
Di fatto schede sonda che testano la bontà e le funzionalità dei chip in particolare per l"elettronica di consumo.
Stanno dentro quindi alla filiera produttiva e se i volumi salgono a rotta di collo, come sta accadendo ecco che Technoprobe non può che beneficiarne.Non solo, ma il verbo magico dell"AI sta contagiando la “vecchia” industria dei chip dando nuova linfa al settore mondiale dei semiconduttori.E così se negli Usa sono tornate a splendere le varie Nvidia, Micro &C. o la coreana Tsmc ecco che chi vuole stare sul mercato italiano e scommettere sui semiconduttori non ha molte scelte.











