Bank of America ha alzato da 16,4 a 38 euro il target price di Technoprobe, azienda italiana di semiconduttori controllata dalla famiglia Crippa. L'intelligenza artificiale fa schizzare la domanda di schede sonda e la società conta di superare già quest'anno gli obiettivi economici previsti per il 2027. Ma la capacità produttiva sarà sufficiente?
La banca statunitense Bank of America ha alzato drasticamente il prezzo obiettivo (target price) di Technoprobe, azienda lombarda di semiconduttori controllata dalla famiglia Crippa, portandolo a 38 euro per azione dai precedenti 16,4 euro. L’istituto ha anche migliorato il giudizio sul titolo della società, da neutral a buy, che oggi è salito a 28,3 euro.
IL MOTIVO DELLA REVISIONE DI BANK OF AMERICA
La revisione arriva dopo i risultati trimestrali e soprattutto dopo l’aggiornamento delle previsioni comunicato da Technoprobe, che è controllata al 65,1 per cento da T-Plus (la holding della famiglia Crippa) e che è specializzata nella produzione di probe card di fascia alta. Le probe card, o schede sonda, sono dei dispositivi utilizzati per testare il funzionamento dei chip durante il processo di costruzione, prima dell’assemblaggio finale.
Alla luce degli ultimi risultati e della nuova guidance, dunque, Bank of America ha rivisto al rialzo del 40-48 per cento le previsioni sui ricavi di Technoprobe negli anni 2026-2028 e sui margini, alzando del 70-78 per cento anche le stime sul margine operativo lordo (Ebitda).











