Nello scivolone del Nasdaq, Samsung brucia oltre il 10% del valore, poi torna subito l'ottimismo
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C'era una volta il settore tecnologico, la pentola d'oro del mercato. Quasi una certezza matematica: l'intelligenza artificiale e i chip chiamano utili e gli utili chiamano capitalizzazione, con i mercati che festeggiano. Oggi quel dogma non esiste più. Anche i titoli più affermati finiscono sulle altalene del mercato, lo sa bene chi ha vissuto durante la bolla delle dot.com; e i super titoli delle nuove tecnologie lo hanno appena visto sulla loro pelle.Solo negli ultimi giorni, tra venerdì e ieri, i colossi dei chip e dei software sono passati da asset su cui puntare per crescere a mine vaganti per l'intero sistema finanziario, prima di tornare a crescere. Il cortocircuito è partito la scorsa settimana negli Stati Uniti quando Broadcom ha solo confermato le stime future, senza rialzarle, da lì Wall Street è scivolato. Venerdì è arrivato il primo cortocircuito: il Nasdaq ha ceduto il 4,2%, trainato dal tracollo del 10,4% del settore dei semiconduttori. E, in risposta, ieri mattina, prima che i listini statunitensi avessero tempo di tentare un timido rimbalzo, l'effetto domino ha toccato l'Asia. Il Kospi di Seul è crollato dell'8,3%, costringendo le autorità a sospendere le contrattazioni per arginare il panico, un po' come era successo con l'inizio della guerra in Iran. A dare il colpo decisivo sono state Samsung e SK Hynix, che hanno perso rispettivamente il 10,2% e il 7,7%. Poco distanti, Tokyo (-3,9%) e Taiwan, con Tsmc, il principale produttore di chip, che ha registrato un calo fino al 6% prima di chiudere in ribasso del 3,5%.Eppure, come tutte le altalene, dopo aver toccato il fondo anche le azioni tech sono risalite in fretta, anche in linea con l'entusiasmo delle nuove Ipo. Solo guardando all'Europa, il titolo del produttore di chip Asml, la società europea con la maggiore capitalizzazione di mercato, ha inizialmente perso oltre il 3% prima di invertire la rotta e chiudere la giornata con un rialzo del 3,9%. In Italia, invece, Stmicroelectronics è cresciuta di oltre il 4%, tornando a valere 65,35 euro per azione, un bel risultato considerando che venerdì aveva chiuso intorno ai 60 euro.









