C"era una volta l"oro, poi è arrivato il petrolio, il gas naturale e infine i metalli rari.

Ogni generazione ha avuto la sua commodity critica, ossia quella risorsa attorno alla quale si costruiva (o si distruggeva) la fortuna di nazioni, industrie e investitori.

Nell"era dell"AI, quella commodity si chiama «compute» e si riferisce alla capacità di calcolo delle Gpu.

Per rendersi conto del cambio epocale che stiamo vivendo con l"intelligenza artificiale basti pensare al fatto che il Chicago Mercantile Exchange (Cme), la più grande borsa derivati esistente, quella dove si forma il prezzo delle materie prime a cui il mondo reale fa poi riferimento (vedi petrolio), ha annunciato il lancio dei primi compute futures: contratti derivati sul costo orario per affittare un"unità Gpu nel cloud.

Un annuncio passato quasi in sordina nel rumore di fondo tra geopolitica e Fomo sul comparto AI, ma che potrebbe cambiare strutturalmente il modo in cui aziende tecnologiche, cloud provider, investitori istituzionali e trader, gestiscono il rischio legato all"infrastruttura AI.