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La nuova Guerra fredda passa dai futures sull’Ai. L'analisi di Gianclaudio Torlizzi tratta dal suo profilo X.

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Per anni abbiamo pensato che il petrolio fosse la commodity strategica del XXI secolo. Poi sono arrivate le terre rare. Oggi, però, la vera battaglia si sta spostando ancora più in alto: direttamente dentro l’intelligenza artificiale. La notizia che la Cina stia lavorando a un mercato futures sui token AI è molto più importante di quanto sembri. Perché dietro il tecnicismo finanziario si nasconde qualcosa di enorme: la finanziarizzazione dell’intelligenza artificiale.

I token AI sono la materia prima invisibile dei modelli linguistici. Ogni richiesta fatta a ChatGPT, DeepSeek o Gemini viene scomposta in token: unità minime di elaborazione che rappresentano il vero “carburante” dell’economia digitale. Più token vengono consumati, maggiore è la potenza computazionale necessaria. Ed è qui che Pechino vuole arrivare prima degli Stati Uniti. Secondo Reuters, lo Shanghai Futures Exchange starebbe studiando contratti futures legati ai token AI, mentre negli Stati Uniti CME e ICE lavorano a futures sulla potenza di calcolo dei chip GPU.