Catalogna Chiedono stipendi migliori e più personale. No all’accordo firmato dai sindacati. E minacciano di protestare durante la visita del Papa

Fine d’anno scolastico di fuoco in Spagna. E non solo per la temperatura nelle aule non adattate a gestire le temperature tropicali raggiunte già a fine maggio. Ma anche perché il livello di esasperazione dei docenti è al massimo, soprattutto in Catalogna e nella Comunità Valenziana. Sono le proteste più grandi del mondo educativo dai tempi del 15M e degli indignados. I docenti catalani minacciano direttamente la visita del papa della settimana prossima, provocando grattacapi e preoccupazione al governo di Salvador Illa, principale alleato regionale di Pedro Sánchez.

IN SPAGNA la competenza educativa è strettamente regionale: il governo centrale può dare solo indicazioni generali, ma la gestione e il finanziamento sono a carico diretto di ciascuna delle 17 comunità autonome. Sono molti mesi ormai che in Catalogna i docenti di tutti i livelli sono in rivolta. Le proteste per le condizioni di lavoro sono iniziate quest’inverno e sono esplose a marzo, quando il governo socialista locale decise di bypassare il tavolo dei negoziati e di firmare un accordo molto limitato con i due sindacati più vicini ideologicamente, Comisiones Obreras e UGT, che pur essendo i principali sindacati a livello nazionale, nel mondo educativo rappresentano meno del 20% dei docenti.